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@laurabongiorno.serenita
Tu porta il desiderio di stare meglio...gli strumenti li metto io!
(compila il form per prenotare un colloquio gratuito con me e capiremo insieme se il mio percorso è adatto a te...)
Mi dicono che dopo 30 secondi le persone perdono l’attenzione.
Può darsi.
Ma se non riusciamo a restare un minuto ad ascoltare qualcosa che riguarda davvero noi stessi… forse il problema è da un'altra parte.
Il lavoro che faccio non è uno di quelli che promette soluzioni veloci.
Non ho formule magiche né risposte veloci.
Ho un percorso che accompagna le persone a smettere di spendere tutte le energie per farsi la guerra e imparare a stare dalla propria parte.
È da quel punto di auto-alleanza che può accadere qualcosa di sorprendente.
Se senti che potrebbe essere il momento di iniziare questa avventura, puoi candidarti al percorso “Voglia di me-10 settimane per amarsi”.
Nel link in bio trovi il form per il colloquio gratuito, che dura mezz'ora: il tempo minimo per incontrarsi e capire dove andare...
#psicologia #consapevolezza #autostima #mindfulness #crescitapersonale #amarsidipiù
Non faccio miracoli. L’autoalleanza però sì.
Quando smetti di combatterti e inizi a stare dalla tua parte,
la vita ricomincia a muoversi…perfino a volare. ✈️❤️
Se senti che è arrivato il momento di tornare dalla tua parte,
questa settimana puoi prenotare un colloquio gratuito per la prossima edizione di "Voglia di me: 10 settimane per amarsi".
Compila il form che trovi in bio o al primo commento..
Il prossimo piccolo miracolo potrebbe essere il tuo.
Una mamma una mattina esplode con la figlia che non vuole alzarsi dal letto per andare a scuola.
Prima la rabbia.
Poi la vergogna.
Poi il senso di colpa.
E allora, per rimediare, diventa troppo indulgente.
Le permette di restare a casa.
È un movimento che molte persone conoscono bene:
esplosione → colpa → riparazione eccessiva.
Ma il punto non è la rabbia.
La rabbia spesso arriva quando abbiamo accumulato troppo:
stanchezza, richieste, frustrazione, parole non dette.
Per questo il lavoro non è imparare a sopportare di più.
Molte persone lo fanno già benissimo.
Il lavoro è imparare ad accumulare di meno.
Dire prima.
Fermarsi prima.
Stare dalla propria parte prima.
È così che la rabbia smette di essere una bomba
e torna a essere un segnale.
Se senti che anche tu spesso arrivi troppo tardi a te stessa,
nel percorso “Voglia di me – 10 settimane per amarsi” lavoriamo proprio su questo:
smettere di lottare contro se stessi e imparare l’auto-alleanza.
Se vuoi capire se questo è il momento giusto per te,
puoi chiedere un colloquio compilando il form nel link in bio.
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A volte il problema non è quanto amore ricevi.
È che hai consegnato agli altri le chiavi del tuo valore.
Le chiavi di casa, però, puoi sempre riprendertele. 🔑
Se senti che è il momento di iniziare, trovi il form per il colloquio gratuito nel link in bio.
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Non è la vita che ti sta stancando così tanto.
È l’autocritica continua.
Quella voce dentro di te che commenta ogni cosa che fai.
“Dovevi dirlo meglio.”
“Potevi fare di più.”
“Ancora una volta hai sbagliato.”
Così ogni errore diventa una prova.
Ogni difficoltà una colpa.
Ogni giornata un processo.
Il problema non è che sbagli. Il problema è come ti tratti dopo.
Nel percorso “Voglia di me – 10 settimane per amarsi” lavoriamo proprio su come
uscire dal tribunale interiore e imparare a stare dalla propria parte.
Se senti che è il momento di cambiare alleanza con te stessa,
puoi compilare il form nel link in bio per chiedere un colloquio gratuito.
È solo un primo passo.
Il secondo è capire insieme se questo percorso è quello giusto per te.
Non riesco mai a lasciarmi davvero in pace.
Hai mai la sensazione di convivere con un nemico?
Non sto parlando del partner.
Né dei genitori.
Né del tuo capo.
Sto parlando della voce che ti accompagna tutto il giorno.
Quella che commenta ogni cosa che fai:
“Dovevi fare meglio.”
“Non era il momento di arrabbiarti.”
“Gli altri riescono, tu no.”
“Sei sempre la solita.”
All’inizio sembra solo un buon modo per migliorare, perché ci hanno insegnato che l'autocritica è utile e “costruttiva”.
Un modo per crescere. Per non sbagliare più.
E in parte è vero. E forse anche tu pensi di essere diventata responsabile, corretta e affidabile proprio grazie a quella voce.
Il problema è che, con il tempo, quella voce smette di aiutarti.
E anziché guidarti ti tiene sotto processo. ⚖️
E così succede una cosa curiosa.
Diventi molto brava a prenderti cura degli altri. 🤍
Ad ascoltare.
A capire.
A sostenere.
Ma dentro di te vivi con qualcuno che non ti parla mai con la stessa gentilezza.
Qualcuno che non è mai davvero soddisfatto.
Che trova sempre qualcosa da correggere.
Che non ti lascia mai davvero in pace.
E dopo anni così inizi a sentirti stanca.
Non stanca della vita:
stanca di come ti tratti.
La buona notizia è che questa situazione non è una condanna.
Si può imparare a cambiare rapporto con quella voce.
A riconoscere il giudice interno senza lasciare che governi tutto.
E soprattutto si può imparare qualcosa che a molte persone non hanno mai insegnato:
stare dalla propria parte. 🌱
È esattamente il lavoro che facciamo nel percorso
“Voglia di me – 10 settimane per amarsi”.
Se senti che questo tema ti riguarda, puoi compilare il form per chiedere un colloquio gratuito.
È il primo passo.
Il secondo è capire insieme se questo percorso è quello giusto per te.
📍 Trovi il link al form nel primo commento.
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Oggi non ti faccio gli auguri.
Ti auguro una rivoluzione.
Molte donne hanno imparato a essere forti.
A essere disponibili.
A essere straordinarie.
Molto meno spesso hanno imparato
a stare dalla propria parte.
È una rivoluzione silenziosa.
Ma cambia tutto.
Se senti che è arrivato il momento di iniziare anche tu questo percorso,
festeggia facendo il primo passo.
Compila il form per il colloquio che trovi nel link in bio.
È solo uno spazio semplice
per capire insieme
se questo è il momento giusto per te.
✨ Per le donne che compileranno il form oggi ho preparato un piccolo regalo speciale.
Voglia di me — 10 settimane per amarsi
#festadelladonna🌾
#amarsidipiù
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#crescitapersonale
#mindfulnessitalia
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“Mi sentivo un filo d’erba in balia del vento.”
Stamattina ho ritrovato questo messaggio nel mio cellulare.
È di qualche tempo fa e lo avevo completamente dimenticato.
Rileggerlo mi ha emozionata, perché mi ha riportato alla strada fatta insieme a questa donna davvero speciale.
Quando l’ho conosciuta si sentiva fragile, persa, senza un posto nel mondo.
Eppure dentro di lei c’era molta più forza di quella che riusciva a vedere.
Con gratitudine e un po’ di commozione condivido un pò delle sue parole.
Perché a volte ascoltare la storia di chi ha attraversato il proprio inferno personale e ne è uscito può aprire uno spiraglio anche per altri.
Non si tratta di diventare qualcuno di diverso.
Ma di riconoscere la forza che era già lì. 🌱
A volte reagiamo molto bene.
Ci difendiamo, rispondiamo, teniamo il punto.
Ma c’è una domanda che raramente ci facciamo:
chi si sta occupando della parte di me che è stata colpita?
Quando qualcuno ci giudica, ci delude o ci ferisce, la rabbia arriva veloce.
È una risposta di protezione.
Non c’è nulla di sbagliato.
Il problema è che difendere non è la stessa cosa che prendersi cura.
Così la parte ferita resta lì, in silenzio.
E la tristezza diventa irritabilità.
La stanchezza diventa nervosismo.
La vulnerabilità diventa tensione continua.
Questo è il cuore dell’auto-alleanza:
prima mi occupo di me. Poi, se serve, metto un confine.
Se senti che questo riguarda anche te,
puoi compilare il form per chiedere un colloquio gratuito di candidatura al percorso
“Voglia di me: 10 settimane per amarsi”.
È il primo passo per smettere di lasciare sola la parte ferita.
🔗 trovi il form nel link in bio o chiedimelo nei commenti
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Un errore non dice chi sei.
Dice solo che stai vivendo, tentando, imparando.
Il problema non è sbagliare.
È quando ogni errore diventa una prova contro di te.
Nel percorso “Voglia di me – 10 settimane per amarsi” impariamo a stare dalla propria parte anche quando qualcosa non va come avevi sperato.
Se senti che è il momento di uscire da questo tribunale interiore, puoi prenotare un colloquio gratuito compilando il form.
È solo uno spazio per capire insieme se questo percorso può fare per te.
Il link è al primo commento o in bio. 🌿
A volte quella che chiamiamo rabbia è solo tristezza che non ha ancora trovato parole.
Se senti che è arrivato il momento di smettere di farti la guerra e iniziare a stare dalla tua parte, puoi farlo nel percorso “Voglia di me – 10 settimane per amarsi”.
✦ Per partecipare compila il form dal link in bio (lo trovi anche al primo commento)
“Non ci ho visto più dalla rabbia.”
E invece avevo solo bisogno di un abbraccio.
Ti è mai capitato di arrabbiarti…
e accorgerti solo dopo che avevi bisogno di tutt’altro?
Venerdì sera.
Rientro a casa dopo una giornata pesante.
Apro la porta e trovo mia figlia sul tappeto che ride con suo padre.
Sono immersi nel loro gioco, complici, felici.
Non si accorgono nemmeno che sono entrata.
Dovrei essere contenta.
E invece dentro di me nasce un piccolo fastidio.
Sono stanca.
Ho fame.
Ho sonno.
E, se sono onesta, avrei solo bisogno di un po’ di attenzione.
In pochi secondi dentro di me si attiva un mondo.
Una parte pensa: non è giusto.
Un’altra si sente esclusa.
Un’altra ancora si chiede se, in fondo, la mia presenza sia così importante.
Fuori non è ancora successo nulla.
Ma dentro sì.
Per anni, in momenti simili, ho reagito.
Magari senza urlare, magari con freddezza.
Oppure mi ritiravo, dicendomi che stavo “mettendo me stessa al primo posto”…
ma poi andavo a dormire con un filo di amarezza e un po’ di senso di colpa.
Quella sera invece mi sono fermata.
Mi sono seduta accanto a loro
e mi sono detta la verità:
sono stanca e ho bisogno di un abbraccio.
Dirlo è stato quasi imbarazzante.
Ma anche incredibilmente semplice.
“H0 avuto una giornata difficile.
Posso avere un abbraccio?”
Pochi secondi dopo eravamo tutti e tre lì, a ridere.
E ho capito una cosa.
Auto-alleanza non è controllare la rabbia.
È non lasciare sola la parte di te che si è sentita ferita.
Molte serate non si rovinano per ciò che accade.
Si rovinano perché nessuno si prende cura
della parte interna che, per un attimo,
si è sentita esclusa.
E tu?
Ti è mai capitato di scoprire, dopo una rabbia,
che avevi solo bisogno di essere vista?
Se questo post ha fatto risuonare qualcosa dentro di te puoi candidarti al percorso
“Voglia di me: 10 settimane per amarsi”.
Non per reagire meglio.
Ma per non tradirti nei momenti in cui hai più bisogno di te.
Ho 5 posti disponibili per questa edizione.
📍 Il link è nel primo commento.
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#crescitapersonale
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Quando qualcuno ti ferisce, chi soccorri per primo?
Se una macchina investe una tua amica, cosa fai?
Ti metti a discutere con chi l’ha investita
o ti occupi prima di lei?
La risposta è semplice.
Eppure con te non fai la stessa cosa.
Quando qualcuno ti giudica, ti delude, ti ferisce,
la prima reazione raramente è prenderti cura della parte colpita.
Ti attivi.
Ti difendi.
Ti irrigidisci.
Ti arrabbi.
La rabbia non è un errore.
È una risposta di protezione.
Il problema è che proteggere non è la stessa cosa che curare.
Molte persone capaci e responsabili — quelle che “reggono tutto” — hanno imparato a reagire molto bene.
Non hanno imparato a soccorrersi.
Così la parte ferita resta a terra.
E la tristezza si trasforma in irritabilità.
La stanchezza in nervosismo.
La vulnerabilità in tensione costante.
Non è un problema di carattere.
È un problema di auto-alleanza.
Auto-alleanza significa questo:
prima mi occupo di me.
Poi, se serve, metto un confine.
Non è debolezza.
È maturità emotiva.
Non devi diventare più forte.
Sei già forte.
La domanda è un’altra:
sei disposta a prenderti cura di te prima di reagire?
Se senti che questo è il nodo, puoi compilare il form per il colloquio conoscitivo.
Non per imparare a controllare la rabbia.
Ma per smettere di lasciare sola la parte ferita.
Compila il form: lo trovi in bio e al primo commento
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Se ti riconosci in questa frase, forse non è la colpa il punto.
Lunedì mattina invio una newsletter su cosa c’è sotto.
Se vuoi leggerla, puoi iscriverti entro la mezzanotte di domenica.
Se ogni volta che sbagli ti senti in colpa devi sapere che hai un tribunale interno che forse resta sempre aperto.
Quando ti condanni per aver deluso.
Per non essere stata perfetta.
Per non aver controllato tutto.
Non è sempre giustizia.
A volte è autocondanna.
Se ti sei riconosciuta anche solo in un segnale,
tra pochi giorni invierò una newsletter sul senso di colpa.
Dentro troverai anche un esercizio pratico.
Link in bio.
Esplodi.
Ti senti in colpa.
E torni a dire sì.
Non perché sei cattiva.
Non perché sei instabile.
Non perché sei “troppo”.
Ma perché accumuli.
E quando accumuli troppo, prima o poi esplodi.
Poi ti senti in colpa.
E per rimediare… dici ancora più sì.
È il circolo vizioso delle persone brave.
Sara lo racconta nel video.
Non è diventata perfetta.
Ha imparato a mettere uno stop.
E la frase che per me vale tutto è questa:
“Il senso di colpa si è abbassato.”
Se ti riconosci, non ti serve controllarti di più.
Forse ti serve iniziare a stare dalla tua parte.
Se vuoi parlarne, scrivimi. 🤍
“È tutta colpa mia.”
Se questa è la tua risposta automatica quando qualcosa va storto, forse non è solo responsabilità.
Forse ti sei abituata a vivere sotto processo.
Il senso di colpa, quando è sano, aiuta a riparare.
Ma quando diventa il modo in cui ti tratti, ti toglie fiducia, voce, presenza.
Non sei un errore da correggere.
Non sei un’imputata permanente.
La vera forza non è accusarsi.
È restare dalla propria parte.
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Sai qual è il vero problema quando ti criticano?
Che dentro trovano già un alleato.
📌 Smettere di combatterti cambierà tutto.
Per anni ho pensato che la mia fragilità dipendesse dagli altri.
Dalle aspettative.
Dalle critiche.
Dalla pressione.
Poi ho capito una cosa più scomoda.
Hai mai giocato a Risiko? 🎲
Non si attaccano i territori più forti.
Si attaccano quelli divisi.
Dentro di me era così.
Una parte voleva essere impeccabile, all’altezza, sempre competente.
Un’altra aveva paura di non essere abbastanza.
Una spingeva.
L’altra frenava.
E quando arrivava una critica, non faceva così male per quello che veniva detto.
Faceva male perché trovava già una voce pronta a confermarla.
Non era l’attacco esterno.
Era la guerra interna.
Molte persone fanno un grande lavoro su di sé.
Capiscono tutto.
Eppure dicono: “Non cambia niente.”
Perché comprendere non basta.
Il conflitto non nasce perché sei sbagliata.
Nasce perché due bisogni veri non si stanno ascoltando.
La parte ambiziosa vuole valore.
La parte spaventata vuole protezione 🛡️
Finché una zittisce l’altra, resti un territorio facile da conquistare.
E quando dentro c’è guerra succede questo:
o ti senti invasa
oppure spari a vista 🔥
Smettere di combatterti cambierà tutto.
Diventare la tua alleata significa usare la forza per proteggerti, non per colpirti 🛡️
Non devi diventare perfetta.
Devi smettere di essere il tuo nemico.
Se ti sei riconosciuta anche solo in una riga, scrivi “alleanza” nei commenti.
Ti mando il workbook in DM 🌿
Laura 🌿
Non è una favola motivazionale.
È quello che accade quando smetti di farti la guerra.
Grazie Manuela per aver messo parole così chiare su qualcosa che tante persone vivono in silenzio.
Non è cambiata la vita intorno a lei.
Le critiche non sono sparite.
Le difficoltà nemmeno.
È cambiato il modo in cui sta dalla sua parte.
Ed è questo che fa la differenza.
Non lavoriamo per eliminare il mondo esterno ma per rafforzare il territorio interno.
Ascoltarsi non è un gesto romantico, è un atto di forza.
Quando smetti di combatterti, non sei più un bersaglio facile.
E spesso scopri che non ti mancava autostima ma auto-alleanza.
👉 E tu, quando è stata l’ultima volta che ti sei sentita davvero dalla tua parte?
Con gratitudine,
Laura 💙
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