
Me l’ha detto mia figlia mentre parlavamo dei primi amori.
L’ho guardata con stupore e, lo confesso, anche con un pizzico di invidia: alla sua età io avrei fatto carte false per piacere a qualcuno!
Poi mi è venuto un dubbio: non sarà un po’ troppo sicura di sé?
Ma ripensandoci, in quella frase ho trovato qualcosa che noi adulti facciamo una fatica enorme ad accettare.
Non possiamo piacere a tutti. Ci vuole coraggio e umiltà per ammetterlo.
Non significa «chi se ne frega» e nemmeno «sono fatta così e non cambio per nessuno».
Significa riconoscere che non siamo per tutti e non tutti sono per noi.
📌E soprattutto significa che non essere scelti non significa essere sbagliati.
😱 😱😱Eppure, a volte, ci ostiniamo a voler piacere proprio a chi non ci sceglie, come se riuscire a conquistarlo potesse finalmente dimostrare quanto valiamo.
Ovviamente non funziona così perchè anche se ci riuscissimo, il dubbio sul nostro valore resterebbe lì.
Possiamo incontrarci, piacerci, sceglierci. Oppure no.
E mi piacerebbe che tutti imparassimo a non trasformare l’interesse non ricambiato in una sentenza sul nostro valore.
E poi ho pensato che quella frase potremmo rivolgerla anche a noi stessi. Magari con un po’ di tenerezza, come una filastrocca sussurrata a qualcuno a cui vogliamo bene:
«O MI PIACCIO COSÌ O AMEN.»
Con le mie contraddizioni, le mie fragilità, le mie ombre.
Anche con quelle parti di me che ancora faccio fatica ad accettare.
Non perché non abbia niente da cambiare ma perché
non voglio continuare a mettere condizioni all’affetto che provo per me.
Possiamo sprecare la vita a cercare di diventare la persona che finalmente ci piacerà (e piacerà a tutti).
Oppure possiamo cominciare a voler bene alla persona che siamo.
E se qualcosa potrà cambiare, cambierà da lì.
E adesso sono curiosa: quale dei due AMEN ti viene più difficile? Quello da dire a chi non ti sceglie o quello da dire allo specchio? 😅
Scrivimelo nei commenti, vediamo quale vince! 😉

























