Hai sempre gli occhi aperti su ogni cosa. Stai sempre all'erta, pronta a intervenire se qualcosa va storto. E anche quando sai che non puoi davvero tenere tutto sotto controllo, non riesci a smettere.
Forse il problema non è mai stato il controllo. È il potere a cui stai rinunciando ogni volta che scegli di sorvegliare invece di muoverti.
Il controllo ti fa stare all'erta. Il potere ti fa scegliere: rischiare, avere coraggio, vivere più libera.
A quale "io posso" stai rinunciando in questo momento?
Scrivi POTERE nei commenti e ti mando una scheda per iniziare a riprenderti quel potere
Perché continuo a controllare i suoi social anche se ho deciso di lasciarlo andare? Ti dici basta. Lo blocchi. Poi alle tre di notte controlli se è online.
Non significa che sei incoerente. Dentro di te possono convivere due spinte opposte: una parte è arrabbiata, ferita, vorrebbe cancellarlo dalla faccia della terra. L’altra continua a cercare un segnale: che gli manchi, che non ti abbia dimenticata, che non ci sia già un’altra.
Il problema non è sentire entrambe queste cose. È pretendere che una delle due sparisca e rimproverarti ogni volta che non riesci a essere “forte” come avevi deciso.
Forse, prima di chiederti «Come faccio a smettere?», c’è una domanda più utile:
«Che cosa spero di trovare che mi faccia stare meglio?»
Se vuoi provare a capire quale parte di te continua a tornare da lui — e che cosa sta cercando davvero — commenta ALLEANZA e ti mando una scheda per iniziare davvero da te.
ADESSO IL PALCO SONO IO: Ti auguro che un giorno queste parole possano essere anche le tue
Stamattina mi è arrivato questo messaggio da Sara (lo incollo senza cambiare una virgola):
🌻🌻🌻
Buongiorno 🌞
Volevo ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me. Quello con te non è stato un semplice percorso di psicoterapia ma un vero e profondo incontro con me stessa.
Ho imparato a capire e ad accettare i miei limiti, ho imparato che la vita non ci chiede il permesso per regalare o togliere ma ci dà la meravigliosa opportunità di essere vissuta... Così per quella che è!
Ma la cosa per me più importante è che non permetterò più a nessuno di essere al centro del mio mondo.
Quel posto è mio e chi vorrà farne parte lo farà da una tribuna laterale... Il palco sono io!!!
Grazie davvero per avermi insegnato a pronunciare quei faticosissimi NO he tanto mi hanno sottomessa durante la mia vita.
So che non sarà tutto rose e fiori ma so anche che riuscirò a cavarmela... E se dovessi scivolare un attimo tu sarai sempre lì accanto a me pronta a rialzarmi.
Sei una persona speciale e meravigliosa ❤️
Grazie per la vita!
🌻🌻🌻
Le condivido perché forse, da qualche parte, queste parole parlano anche di te.
E se leggendo hai pensato “vorrei arrivare anch’io lì”, scrivimi INFO nei commenti.
Sei infelice e ti chiedi se è tutta colpa tua o se dipende dagli errori dei tuoi genitori.
I tuoi genitori, alla fine, sono esseri umani: erano stanchi, non sapevano fare diversamente, portavano a loro volta ferite ricevute altrove. Puoi essere arrabbiata con loro e, magari, col tempo riuscire anche a comprenderli e perdonarli (ma probabilmente lo hai già fatto).
Il problema è che continui a trattarti proprio nel modo in cui hai rimproverato loro di averti trattata.
Ti parli con la stessa durezza con cui ti parlavano loro. Ti neghi quello che ti hanno negato. Ti tratti come un peso, proprio come ti hanno fatto sentire un peso.
E magari sai perfino che vorresti trattarti diversamente. Eppure continui a ritrovarti lì.
A questo punto la domanda «di chi è la colpa?» serve poco.
Quello che hai ricevuto da bambina non dipendeva da te. Ma oggi non si tratta più di colpa. Si tratta di responsabilità.
La possibilità di imparare, poco alla volta, a diventare per te stessa il genitore che avresti avuto bisogno di avere.
Quello che è successo allora non puoi cambiarlo. Il modo in cui oggi stai con te, invece, sì.
Hai il diritto di trattarti meglio, anche se nessuno ti ha mai insegnato come si fa.
Se vuoi capire da dove potresti cominciare, compila il form: ci prendiamo mezz’ora per parlarne insieme.
Ti auguro una giornata piena di te.#autoalleanza #vogliadime #amorepersè #fortisenzarabbia
Perché non riesco a smettere di piangere?
Magari hai ottimi motivi per essere triste.
Una perdita. Una relazione che fa male. Una famiglia difficile. Anni passati a mettere da parte te stessa.
E piangi.
Magari hai anche fatto tanta terapia e hai imparato a non trattenerti più come una volta.
Eppure, mentre piangi, una parte di te continua a pensare:
“Ancora? Ma quando finisce?”
Perché non è solo la tristezza a farti paura.
È l’idea che, se le lasciassi davvero spazio, potrebbe diventare così grande da travolgerti.
Ed è qui che può entrare qualcosa di molto antico.
Quando eri piccola, sentirti sola, non vista, non capita o poco amata poteva essere davvero pericoloso. Non potevi andartene, scegliere altre relazioni, proteggerti come puoi fare oggi.
Dipendevi dagli adulti.
E forse una parte di te ha imparato allora che la tristezza è un mare in cui si può annegare.
Questo non significa che oggi sei triste “per cose vecchie”.
I motivi di oggi possono essere assolutamente reali.
Ma la paura della tristezza può essere ancora quella di allora.
Per questo puoi piangere e, nello stesso momento, continuare a tenere quella parte a distanza:
“Va bene, sfogati… ma poi per favore sparisci.”
Forse il punto non è riuscire finalmente a smettere di piangere.
Forse è ricordarti che oggi puoi essere molto triste senza essere di nuovo quella bambina senza scelta.
Le persone possono lasciarti, allontanarsi, non sceglierti. Ma oggi non sei più quella bambina la cui sopravvivenza dipendeva da loro.
Quando arriva quella tristezza, ricordarselo non è sempre così semplice.
Per questo ho preparato un breve audio che può aiutarti a sentirlo, non solo a capirlo.
Scrivi SICURA nei commenti e te lo mando gratuitamente.
Ti auguro una giornata piena di te.
#autoalleanza #vogliadime #fortisenzarabbia #infelicità
C'è un momento, nei gruppi, che continua a sorprendermi.
Una persona racconta qualcosa che magari teneva dentro da tempo, convinta che fosse una cosa solo sua.
E dall'altra parte arriva un: "Anche a me succede."
È quello che accade sempre alle persone che, due ore a settimana, si incontrano nel percorso #vogliadime10settimaneperamarsi.
Sono sempre donne speciali, che hanno deciso di mettersi in gioco insieme a me accettando di incontrarsi online per 10 settimane.
Ad ogni tappa del nostro viaggio sono diventate un po' più amiche, anche se in realtà lo sono state praticamente dal primo incontro.
E ogni volta succede una cosa che adoro: si cercano, si scrivono e fanno strada anche senza aspettare me.
Perché quando una racconta e un'altra pensa: "Allora non sono solo io", qualcosa è già cambiato.
Io viaggio insieme a loro. Non voglio essere un'insegnante né, tantomeno, una guru. Sono più simile a una "guida turistica, esperta di mappe interiori". Le conduco in luoghi che conosco bene e in cui so come muovermi. Tutto qui.
Le risorse, i successi, le scoperte sono tutte roba loro. E mentre loro scoprivano qualcosa di sé, inevitabilmente qualcosa scoprivo anch'io.
Per quanto i nostri mondi interiori sembrino territori separati, basta che qualcuna abbia il coraggio di mostrarsi un po' di più perché un'altra possa riconoscersi.
Sono davvero grata a tutte le persone che in questi anni hanno attraversato questa esperienza insieme a me. Ognuna ha lasciato qualcosa: una domanda, una scoperta, un pezzettino della propria storia. E ogni nuova edizione raccoglie questi frammenti, si modifica, si rinnova e diventa un po' diversa da quella precedente.
E se mentre leggevi hai pensato che anche tu sei stanca di sentirti sola, di sapere molto bene cosa serve agli altri e molto meno cosa serve a te, forse possiamo cominciare proprio da lì.
Ho ripreso i colloqui per la nuova edizione di Voglia di me 10 settimane per amarsi. Se vuoi capire se questo percorso può essere il posto giusto per te, scrivimi nei commenti e ti mando il form per un colloquio di 30 minuti con me. Ti auguro una giornata piena di te.
#vogliadime #10settimaneperamarsi
In questo post troverai 2 notizie — una brutta e una bellissima — e un regalo per iniziare a mettere da sola il primo “cerotto” alle tue ferite 🎁
❤️🩹 Abbiamo tutti il cuore pieno di ferite, spesso piuttosto antiche, che sembrano non rimarginarsi mai.
👩🔬🩹 Così andiamo in giro per il mondo cercando qualcuno che abbia il cerotto giusto per noi.
E quando incontriamo qualcuno che ci sembra adatto — perché ci sorride, ci corteggia, sembra competente, fa promesse — gli affidiamo subito il cuore immaginando che finalmente lo “riparerà” ☹️
Ho una BRUTTA NOTIZIA: questa delega non funziona.
Molte delle nostre ferite sono antiche e riguardano quella bambina che, per mille motivi, non si è sentita abbastanza vista, protetta, sostenuta, incoraggiata o apprezzata.
Non possiamo tornare indietro. Le cicatrici restano e NESSUNO NESSUNISSIMO può cancellare quello che è stato.
Cercare qualcuno che colmi quei vuoti può regalarci un idillio, ma raramente dura: spesso ci lascia ancora più dipendenti e delusi.
🥳 Adesso però arriva la BUONISSIMA NOTIZIA: dentro di te ci sono già molti dei cerotti che ti servono, e sono proprio della forma giusta per le tue ferite.
Le cicatrici non scompaiono, ma possono smettere di sanguinare ogni volta che una piuma le sfiora.
E forse il mio lavoro consiste proprio nell’accompagnarti a scoprire dove sono i tuoi “cerotti”.
💙 Per esperienza so che ne hai stanze piene, ma spesso non sai come trovarle.
Per questo non ti serve un supereroe, un mago o un guru che venga a salvarti: può bastare una buona guida.
📌 Se sei arrivata fin qui, ho un regalo per te.
👇👇👇
COMMENTA “CEROTTO” e ti mando una pratica per iniziare a cercare — e trovare — il tuo primo “cerotto interiore”.
…e scoprirai anche cosa ci fa un cerotto sulla mia fronte 😄
Perché ho tutto e non sono felice?”
A 27 anni la mia vita sembrava perfetta: una bella tesi di laurea, una città che amavo, amiche vere, un lavoro importante già durante il tirocinio.
Eppure non ero felice.
Ogni traguardo ne apriva subito altri due. Ogni cosa fatta bene, dieci da migliorare. Non avevo ancora trent’anni e avevo già scritto diversi capitoli di libri importanti, insegnato all’università, fatto parte di società scientifiche, mi offrivano lavoro ovunque… e pensavo fosse fortuna.
“Non è abbastanza, puoi fare di più e devi farcela da sola.”
Questo era il mio mantra.
Migliorarmi era diventato l’unico modo che conoscevo per stare al mondo. E più miglioravo, meno mi bastava mai.
Il punto di svolta è arrivato quando ho deciso di rinunciare alle mie vacanze per pagarmi una settimana intensiva di lavoro su di me in un borgo sperduto.
Lì ho scoperto che tutto quello che avevo fatto per migliorarmi non aveva mai funzionato, perché non avevo mai davvero voluto aiutarmi.
Ero disposta a tutto per essere apprezzata. Ma volersi bene era un’altra cosa.
È stato terribile e salvifico.
Oggi mi piace essere apprezzata, ma non ne ho bisogno. È come un ombrello: utile se piove, ma non mi impedisce di uscire se lo dimentico a casa.
Ho smesso di spargere semi al vento. Ho imparato a scegliere quali piantare, e ad annaffiarli ogni giorno.
Così oggi, spesso, mi sveglio senza passare i primi venti minuti a fare l’elenco di ciò che non ho fatto.
Faccio un respiro.
Il primo sorriso è per me.
Io sono stata fortunata. Ma non voglio che tu debba aspettare un colpo di fortuna per alleggerire la tua vita.
Ho riaperto le selezioni per “Voglia di me: 10 settimane per amarsi”. Sono rimasti 4 posti.
Non compilare il questionario se cerchi una bacchetta magica o l’ennesimo corso per diventare migliore.
Non so fare magie, ma conosco la strada. Magari uno di questi 4 posti è il tuo.
Scrivi info e ti mando il link per il colloquio gratuito
Perché nessuno si accorge quando ho bisogno di aiuto?
Sei quella che organizza, trova una soluzioni e dice sempre “tranquilli, ci penso io!”
E magari sei diventata così brava a portare pesi che nessuno si accorge più che sono pesanti.
Nemmeno tu🤦♀️
A forza di essere quella su cui tutti si appoggiano hai dimenticato una cosa molto semplice:
📌anche tu hai bisogno di avere un posto dove appoggiarti.
Si lo so che ce la fai, non è questo il punto.
Il punto è iniziare a chiederti “che prezzo stai pagando per farcela!”
So che per te è impossibile quindi non ti suggerirò di mollare: se assomigli un pò alle persone con cui lavoro di solito il tuo “mulo interiore” probabilmente avrebbe un attacco di panico.
Il “mulo interiore” è quella parte di te così dura e testarda che non molla mai, piuttosto rischia di schiattare sotto il prossimo peso...
ed è anche la parte che forse ha più bisogno di aiuto, perchè da sola proprio non ce la fa ad uscirne.
In 30 minuti possiamo capire insieme perché per te è così naturale occuparti di tutti e così difficile lasciare che qualcuno si occupi di te.
Ho aperto i colloqui gratuiti per la nuova edizione di Voglia di me.
30 minuti con me per capire dove ti stai caricando più di quanto ti spetta, cosa non stai vedendo e da dove potresti iniziare a fare diversamente.
Porta pure il peso, non mi spaventa😊!
Chiedimi info nei commenti e ti mando il link
Con gli altri trovi attenuanti. Con te, emetti una sentenza.
La prossima volta che ti massacri per qualcosa che hai fatto, prova a chiederti:
«Direi le stesse cose a una persona a cui voglio bene?»
Se la risposta è no, forse non hai bisogno di essere migliore.
Anzi, probabilmente avrai notato che questo continuo darti addosso ti sta indebolendo sempre di più.
Hai costruito un tribunale solo per te e sei l’unica imputata.
Per forza poi ti senti sempre sola e niente ti rende più felice.
Hai bisogno di cominciare a parlarti diversamente.
❤️ Se ti capita di trattare gli altri meglio di te stessa, lascia un cuore nei commenti: ti mando una risorsa gratuita per iniziare a smettere di massacrarti. 🤍
Hai chiesto scusa. Hai capito cosa è successo. Forse hai fatto tutto quello che potevi per rimediare. Eppure continui a pensarci.
Continui a dirti che avresti dovuto essere più paziente, più attenta, più forte, più lucida. Come se stare male abbastanza a lungo potesse cambiare quello che è successo. Ma c’è una differenza enorme tra assumersi una responsabilità e scontare una pena.
La responsabilità può dire: “Ho sbagliato. Posso capire, riparare, imparare.”
La colpa che diventa tribunale dice: “Ho sbagliato. Quindi devo continuare a stare male.”
E a volte la condanna continua anche quando il reato non c’è mai stato: non essere stata abbastanza forte, non aver salvato una relazione, aver deluso qualcuno, esserti ammalata, aver avuto bisogno.
Il problema non è il senso di colpa. È quando la pena non finisce mai.
Se conosci bene questo tribunale, scrivimi TRIBUNALE. Ti mando gratuitamente una pratica per cominciare a capire di cosa ti stai accusando, chi ti ha condannata e soprattutto quando dovrebbe finire la pena.
#autoalleanza #vogliadime #fortisenzarabbia #sensodicolpa
Hai chiesto scusa. Hai capito cosa è successo. Forse hai fatto tutto quello che potevi per rimediare. Eppure continui a pensarci.
Continui a dirti che avresti dovuto essere più paziente, più attenta, più forte, più lucida. Come se stare male abbastanza a lungo potesse cambiare quello che è successo. Ma c’è una differenza enorme tra assumersi una responsabilità e scontare una pena.
La responsabilità può dire: “Ho sbagliato. Posso capire, riparare, imparare.”
La colpa che diventa tribunale dice: “Ho sbagliato. Quindi devo continuare a stare male.”
E a volte la condanna continua anche quando il reato non c’è mai stato: non essere stata abbastanza forte, non aver salvato una relazione, aver deluso qualcuno, esserti ammalata, aver avuto bisogno.
Il problema non è il senso di colpa. È quando la pena non finisce mai.
Se conosci bene questo tribunale, scrivimi TRIBUNALE. Ti mando gratuitamente una pratica per cominciare a capire di cosa ti stai accusando, chi ti ha condannata e soprattutto quando dovrebbe finire la pena.
Se ti senti sempre nervosa e ti arrabbi facilmente è inutile rimproverarti perché il tuo sistema si sta semplicemente difendendo da una minaccia (per esempio qualcosa che lo sta facendo soffrire).
Non significa che sei “esaurita” o “cattiva”.
Semplicemente non ti accorgi del peso che accumuli ogni giorno. Ogni piccolo evento aumenta la tua tensione.
Ogni fastidio piccolo si somma al precedente, finché basta una stupidaggine, una parola detta male o un calzino fuori posto per farti esplodere o rispondere male.
Non serve provare a trattenerti o, peggio, rimproverarti.
Così aggiungi sofferenza alla sofferenza.
Inizia a guardare cosa ti stai portando dietro da troppo tempo senza mai metterlo giù.
Scrivimi FRIGO e ti mando la guida per iniziare a scaricare quello che accumuli ogni giorno.
Ti auguro una giornata piena di te.
Perché non riesco a trattenere la rabbia?
Non è un difetto. È matematica: quello che non lasci uscire, resta. Ogni rabbia ingoiata, ogni lacrima trattenuta, ogni volta che ti sei convinta di non avere diritto alla paura — tutto quello resta da qualche parte dentro di te.
E prima o poi quella stanza si riempie. Non serve un evento enorme perché esploda: basta un piccolo tocco sulla porta, e viene fuori tutto insieme, nel momento più assurdo.
Nel carosello trovi 4 passi concreti per iniziare a fare ordine — non per svuotare tutto in un giorno, ma per smettere di accumulare senza accorgertene.
Scrivi ALLEANZA e ti mando uno degli audio del percorso Serenità, istruzioni per l’uso: start!, gratis.
Ti auguro una giornata piena di te.
LASCIATI RESPIRARE… esercizio da 40 secondi per chi non stacca nemmeno in vacanza😁
Per 40 secondi prova a sospendere il servizio “ci penso io”.
Non devi andare in un posto silenzioso, metterti in una posizione particolare o riuscire a svuotare la mente.
Chiudi semplicemente gli occhi, dove sei, e fai 3 respiri profondi.
Se ti va, metti una mano sul cuore.
Solo tre respiri.
Al primo, senti la mano che si solleva mentre l’aria entra nel torace.
Al secondo, accompagna semplicemente l’aria che entra e che esce.
Al terzo, lascia respirare anche quella parte di te che passa il tempo a pensare, organizzare, prevedere, sistemare e occuparsi di tutti.
Per 40 secondi non devi aggiustare niente.
Neanche te stessa.
Sono solo tre respiri.
Ma è già un ottimo inizio. 😁
Buon Ferragosto! ❤️
Se li hai fatti davvero, scrivi FATTO nei commenti.
Oggi riempiamo i social di gente che respira invece che di gente che corre
Perché sono sola e infelice anche se non mi manca niente?
Ti è mai capitato di arrivare esattamente dove volevi arrivare e sentirti, nonostante tutto, sola e insoddisfatta?
📍SE sei sempre stata una DONNA SUPER FORTE
MA ti capita di sentirti senza energie
📍SE hai tenuto sulle spalle un’enormità di pesi e hai raggiunto i tuoi obiettivi con fatica e determinazione
MA non riesci a gioire di quello che hai costruito, anzi, ti sembra di perdere il senso della tua vita
📍SE tutti riconoscono quanto sei brava, forte e geniale
MA poi ti ritrovi sempre sola e TRISTE
📍SE nonostante la tua capacità di controllo ti capita di non riuscire a trattenere la RABBIA o il PIANTO
Forse il problema non è che non sei abbastanza forte.
📌Forse è proprio il contrario.
Hai imparato così bene a stringere i denti, controllare, risolvere, occuparti di tutto e andare avanti che continui a farlo anche quando avresti bisogno di qualcosa di completamente diverso.
Quella forza ti è servita.
Probabilmente ti ha protetta per anni, ti ha permesso di superare momenti difficili, di costruire quello che hai costruito e di arrivare fin qui.
Ma a un certo punto ciò che ti ha aiutata a reggere può diventare anche ciò che ti impedisce di fermarti.
❌ Smetti allora di cercare soluzioni che richiedano ancora più fatica e impegno.
In tutti questi anni hai già chiesto tantissimo a te stessa.
❌ Impegnarti ancora di più, dentro questa trappola, rischia semplicemente di tenerti ancora più stretta lì dentro.
📌Se sei abituata a portare tutto sulle spalle, forse non hai bisogno di un altro consiglio su come essere più forte.
Hai bisogno, almeno per qualche minuto, di posare qualcosa.
Scrivimi “FRIGO” in DM e ti mando “Metti giù il frigo”, una breve pratica audio per iniziare subito a sentirti più leggera.
Come aumentare l’autostima e imparare ad amarsi? Non serve stravolgere la propria vita.
Spesso basta smettere di viversi sempre contro.
Se senti che è arrivato il momento di tornare un po’ dalla tua parte, non rimandare ancora: scrivi INFO nei commenti e ti mando tutte le informazioni per partecipare + ti regalo uno spazio con me per capire esattamente cosa non ha funzionato finora. La prossima edizione di Voglia di me – 10 settimane per amarsi sarà tra poco...ti aspetto!
Le vacanze dovrebbero essere il momento in cui finalmente ci si riposa. E invece, senza nemmeno accorgersene, si trovano sempre nuovi modi per rovinarsele da soli. 🙃
Ne ho raccolti 4, i più comuni (e i più subdoli, perché spesso sembrano quasi buone intenzioni). Scorri il carosello e vedi se ne riconosci qualcuno.
E tu, quale strategia usi di solito per rovinarti le vacanze? Raccontamelo nei commenti 👇