
@laurabongiorno.serenita

Spesso il problema è che diamo da bere all’albero sbagliato…

Domani alle 9.00 presentazione del corso sulla gestione di ansia e stress… chiedi il link per partecipare!
▶8 strategie incredibilmente efficaci per danneggiarsi

▶8 STRATEGIE INCREDIBILMENTE EFFICACI PER DANNEGGIARTI
(ovvero come iniziare a smettere di auto-sabotarti in 8 puntate)
NB trovare il post completo sul gruppo
Quante volte ci è capitato di fare o pensare qualcosa che sapevamo già essere dannosa per noi ma non siamo riusciti a fermarci?
Quando succede ovviamente ci sentiamo un po' stupidi, vittime di noi stessi e (solitamente) anche un po' arrabbiati.
In molto casi, soprattutto se il sabotaggio perdura per tanto tempo, cerchiamo in tutti i modi di eliminare il nostro “sabotatore interno”.
I tentativi di solito vanno dal rimprovero alla minaccia, da promesse di premi a periodi di disciplina ferrea… nella maggior parte dei casi però non funziona nulla e il sabotatore riesce sempre a fare danni…
In questi anni di lavoro con i miei pazienti e soprattutto con i partecipanti al mio percorso #Vogliadime10settimaneperamarsi ho provato a fare un elenco delle principali strategie di auto-sabotaggio che ho incontrato.
TROVERAI L'ELENCO NEL GRUPPO FACEBOOK "Tutto il bene che adesso mi voglio"
Nelle prossime settimane inoltre posterò SOLO nel gruppo facebook dei contenuti e dei video su queste 8 forme di auto-sabotaggio.
#10settimaneperamarsi
#siamofeniciesipuòsemprerinascere
#fortisenzarabbia
(ovvero come iniziare a smettere di auto-sabotarti in 8 puntate)
NB trovare il post completo sul gruppo
Quante volte ci è capitato di fare o pensare qualcosa che sapevamo già essere dannosa per noi ma non siamo riusciti a fermarci?
Quando succede ovviamente ci sentiamo un po' stupidi, vittime di noi stessi e (solitamente) anche un po' arrabbiati.
In molto casi, soprattutto se il sabotaggio perdura per tanto tempo, cerchiamo in tutti i modi di eliminare il nostro “sabotatore interno”.
I tentativi di solito vanno dal rimprovero alla minaccia, da promesse di premi a periodi di disciplina ferrea… nella maggior parte dei casi però non funziona nulla e il sabotatore riesce sempre a fare danni…
In questi anni di lavoro con i miei pazienti e soprattutto con i partecipanti al mio percorso #Vogliadime10settimaneperamarsi ho provato a fare un elenco delle principali strategie di auto-sabotaggio che ho incontrato.
TROVERAI L'ELENCO NEL GRUPPO FACEBOOK "Tutto il bene che adesso mi voglio"
Nelle prossime settimane inoltre posterò SOLO nel gruppo facebook dei contenuti e dei video su queste 8 forme di auto-sabotaggio.
#10settimaneperamarsi
#siamofeniciesipuòsemprerinascere
#fortisenzarabbia



QUELLO CHE SO FARE MEGLIO E' ACCOMPAGNARE LE PERSONE ALL'INFERNO
Ognuno di noi ha il suo personale inferno. E' quel luogo terribile, nato dalle nostre sofferenze più profonde e abitato dalle parti rinnegate di noi, quelle di cui ci vergognamo e di cui siamo contemporaneamente vittime e carnefici.
Ci guardiamo bene dall'avvicinarci al suo ingresso, arrivando a raccontarci perfino che non esiste.
Claudio Naranjo, uno dei miei maestri, diceva che la conoscenza di Sè assomiglia a una discesa agli Inferi.
Non ho capito subito cosa intendesse e personalmente non pensavo d'avere nessun Inferno dentro di me, finché non ho deciso di iniziare seriamente il mio percorso e non mi sono ritrovata, necessariamente, a doverlo attraversare.
Ho avuto diverse guide, alcune fantastiche, alle quali sarò sempre profondamente grata e altre mediocri. Altre ancora avrei preferito non incontrarle.
I terapeuti che mi hanno aiutato di più sono quelli che sono scesi insieme a me. Non mi hanno facilitato il cammino ma mi hanno tenuto compagnia.
I terapeuti che mi hanno aiutato un pò meno si sono limitati a mostrarmi la porta d'ingresso, ma sono rimasti fuori.
I terapeuti che avrei preferito non incontrare non sapevano nemmeno dove fosse la porta del loro Inferno...figuriamoci del mio!
Anche se non si finisce mai di scoprirlo, ho esplorato a lungo questo strano posto. So che sapore hanno le sue fiamme e le sue lacrime. Per questo non ho paura di scendere laggiù con i miei pazienti.
E' faticoso e a volte un pò spaventoso, ma sempre sorprendente.
Ho imparato a vedere dietro la maschera ed è diventato facile allearmi con la parte "difficile": quella addolorata, arrabbiata, violenta e sgradevole.
Non importa quanto sembri "mostruosa": faccio il tifo per lei e riesco naturalmente a provare tenerezza per quelle rigidità che sono solo ferite.
Ci riesco perché l'ho fatto con me. E non c'è niente di più difficile, che provare sincera tenerezza per sé.
💥Per imparare a Volersi Bene bisogna conoscersi, attraversare l'inferno e fare amicizia con (continua al primo commento)
#10settimaneperamarsi
Ognuno di noi ha il suo personale inferno. E' quel luogo terribile, nato dalle nostre sofferenze più profonde e abitato dalle parti rinnegate di noi, quelle di cui ci vergognamo e di cui siamo contemporaneamente vittime e carnefici.
Ci guardiamo bene dall'avvicinarci al suo ingresso, arrivando a raccontarci perfino che non esiste.
Claudio Naranjo, uno dei miei maestri, diceva che la conoscenza di Sè assomiglia a una discesa agli Inferi.
Non ho capito subito cosa intendesse e personalmente non pensavo d'avere nessun Inferno dentro di me, finché non ho deciso di iniziare seriamente il mio percorso e non mi sono ritrovata, necessariamente, a doverlo attraversare.
Ho avuto diverse guide, alcune fantastiche, alle quali sarò sempre profondamente grata e altre mediocri. Altre ancora avrei preferito non incontrarle.
I terapeuti che mi hanno aiutato di più sono quelli che sono scesi insieme a me. Non mi hanno facilitato il cammino ma mi hanno tenuto compagnia.
I terapeuti che mi hanno aiutato un pò meno si sono limitati a mostrarmi la porta d'ingresso, ma sono rimasti fuori.
I terapeuti che avrei preferito non incontrare non sapevano nemmeno dove fosse la porta del loro Inferno...figuriamoci del mio!
Anche se non si finisce mai di scoprirlo, ho esplorato a lungo questo strano posto. So che sapore hanno le sue fiamme e le sue lacrime. Per questo non ho paura di scendere laggiù con i miei pazienti.
E' faticoso e a volte un pò spaventoso, ma sempre sorprendente.
Ho imparato a vedere dietro la maschera ed è diventato facile allearmi con la parte "difficile": quella addolorata, arrabbiata, violenta e sgradevole.
Non importa quanto sembri "mostruosa": faccio il tifo per lei e riesco naturalmente a provare tenerezza per quelle rigidità che sono solo ferite.
Ci riesco perché l'ho fatto con me. E non c'è niente di più difficile, che provare sincera tenerezza per sé.
💥Per imparare a Volersi Bene bisogna conoscersi, attraversare l'inferno e fare amicizia con (continua al primo commento)
#10settimaneperamarsi



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… e intanto, sotto l’Etna, una pioggia di cenere vulcanica… niente paura e, se avete il libro, leggere il capitolo della gioia… capirete perché…
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Alla Feltrinelli…


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Manca pochissimo…
